A Palermo si mangia camminando. Il cibo di strada non è uno spuntino di ripiego ma una parte viva della città: lo trovate nei mercati storici, nelle friggitorie di quartiere, sui banchi che la mattina profumano già di olio caldo. Se soggiornate a Villagrazia di Carini, Palermo è a circa 30 km (35 minuti d'auto circa fino alla Cattedrale): abbastanza vicina per dedicare una mattinata ai sapori di strada e rientrare in villa per il pomeriggio. Qui trovate i piatti da conoscere, con qualche consiglio pratico per ordinarli come si deve.
L'arancina: al femminile, rigorosamente
A Palermo e nella Sicilia occidentale si dice arancina, al femminile; nella parte orientale dell'isola, a partire da Catania, prevale il maschile arancino. È una di quelle discussioni che i siciliani affrontano con un sorriso ma senza cedere di un millimetro, e vi capiterà di sentirla.
La sostanza è la stessa: una palla di riso panata e fritta, con il cuore ripieno. I ripieni classici sono due:
- al ragù (detta anche "alla carne"): ragù di carne, piselli e formaggio;
- al burro: mozzarella e prosciutto, a volte con un po' di besciamella.
Accanto a questi trovate spesso varianti agli spinaci e molte versioni più moderne. Le origini del piatto vengono fatte risalire, con buona probabilità, al periodo della dominazione araba, quando si diffuse l'uso del riso con lo zafferano.
Pane e panelle, crocchè e cazzilli
Le panelle sono sottili frittelle di farina di ceci, acqua e prezzemolo: l'impasto viene cotto fino a diventare una crema, steso, tagliato a fette e poi fritto. Sono riconosciute tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Sicilia. Si mangiano da sole con sale, pepe e una spruzzata di limone, oppure nel classico pane e panelle: un panino morbido con il sesamo farcito di panelle ancora calde.
Al banco vi proporranno quasi sempre di aggiungere i crocchè, che a Palermo sono chiamati anche cazzilli: crocchette di patate profumate alla menta e fritte senza panatura, servite insieme alle panelle. Pane, panelle e crocchè è una combinazione che a Palermo trovate praticamente ovunque ci sia una friggitoria.
Lo sfincione, la "focaccia" palermitana
Lo sfincione è alto, soffice e cotto in grandi teglie rettangolari, poi tagliato a quadrotti. Il condimento è quello della tradizione palermitana: pomodoro, cipolla, acciughe, origano, pezzetti di formaggio (caciocavallo) e una copertura di pangrattato che in forno diventa croccante. In città lo trovate nei forni e nei banchi di strada.
Nei dintorni esiste anche lo sfincione di Bagheria, una variante "bianca" senza salsa di pomodoro, preparata con tuma o ricotta, cipolle e acciughe, legata al periodo natalizio.
Pani câ meusa e gli altri sapori forti
Il pani câ meusa, il pane con la milza, è il più deciso dei cibi di strada palermitani. Pezzetti di milza e polmone di vitello, bolliti, affettati sottili e poi cotti a lungo nello strutto, vengono serviti caldi dentro una focaccina morbida con il sesamo. Al momento dell'ordine vi chiederanno come lo volete:
- schietto ("celibe"): solo pane e carne, al massimo con sale e limone;
- maritato ("sposato"): con l'aggiunta di caciocavallo grattugiato o ricotta.
Secondo la tradizione, questa specialità nasce nella Palermo medievale. Non è un piatto per tutti, ma chi ama i sapori autentici difficilmente se ne pente. Nei mercati e nelle serate in città vi capiterà anche di vedere le braci della stigghiola, budella di agnello (ma anche di capretto o di vitello) avvolte attorno a un cipollotto o infilzate su uno spiedino e cotte direttamente sulla brace: il fumo si riconosce da lontano.
Consigli pratici per un giro di street food
- Andate a metà mattina. I mercati storici come Ballarò e il Capo danno il meglio nella prima parte della giornata, quando i banchi sono pieni e le friggitorie lavorano a pieno ritmo.
- Dividete. In gruppo conviene ordinare un po' di tutto e assaggiare a turno: le porzioni sono generose e i fritti saziano presto.
- Con i bambini si va sul sicuro con arancine al burro, panelle e sfincione; la milza lasciatela agli adulti curiosi.
- Parcheggiate fuori dal centro o valutate il treno: dalla fermata di Piraineto, a circa 2 km dalla villa, passa la linea che collega l'aeroporto con Palermo. Trovate i dettagli nella guida per muoversi tra Carini, Palermo e la costa.
Per completare la giornata, abbinate il giro gastronomico alla visita del centro seguendo il nostro itinerario di Palermo in giornata, e chiudete con un dolce: cannoli, cassata e granita vi aspettano nella guida ai dolci siciliani.
Dopo una mattinata tra fritti e mercati, il rientro a Villa Valentino Resort è il momento di rallentare: un tuffo nella piscina 10 x 5 metri, un po' d'ombra nel giardino di agrumi e ulivi e, per chi ha ancora voglia di cucinare, il barbecue sul patio. Con tre cucine attrezzate e tre frigoriferi c'è spazio anche per portare a casa qualche teglia di sfincione e qualche arancina per la cena di tutto il gruppo.
Dopo il giro di street food, tornate in villa
Villa Valentino Resort ospita fino a 12 persone, con tre cucine, barbecue e piscina: la base ideale per scoprire i sapori di Palermo e rientrare con calma.